Codice Rosso: la legge, da sola, non basta

Aveva denunciato l’ennesima aggressione da parte del marito, attivando il meccanismo di protezione previsto dalla nuova legge sul codice rosso, nella notte tra il 27 e il 28 agosto, solo quattro giorni prima di essere uccisa. Ad Adriana Signorelli, la 59enne trovata morta accoltellata nella sua casa in via San Giacomo, periferia sud di Milano, la polizia giudiziaria le aveva consigliato di cambiare domicilio per non rischiare di essere trovata dal compagno. L’ennesimo brutale femminicidio riaccende l’attenzione sull’efficacia del c.d. “Codice rosso”, entrato di recente in vigore nel nostro ordinamento con la legge 19 luglio 2019, n. 69.

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La riforma, volta ad accelerare i tempi della giustizia e offrire ulteriori garanzie alle vittime di violenza domestica e di genere, si è dimostrata un traguardo non solo sotto il punto di vista processuale ma anche culturale. Il numero sempre maggiore delle denunce costituisce un importante indicatore dei tempi cambiati: esso denota, in primo luogo, una chiara presa di coscienza, da parte delle vittime, della gravità delle violenze subite e, in secondo luogo, un crescente sentimento di fiducia nei confronti delle istituzioni e degli organi di giustizia.

Si pensi che nel solo territorio milanese, a seguito dell’introduzione del Codice rosso, il numero delle denunce è raddoppiato rispetto all’anno precedente.

D’altro canto, se l’ordinamento offre – oggi più che in passato – degli efficaci strumenti di tutela, all’atto pratico Forze dell’ordine e Magistratura non sono in grado, da sole, di far fronte all’aumento esponenziale delle richieste d’aiuto. Tanto è vero che l’appesantimento della macchina della giustizia e la carenza di organico rappresentano un limite difficilmente superabile allo stato dei fatti.

Secondo il Procuratore della Repubblica di Milano Francesco Greco, in effetti, la maggiore difficoltà che emerge dalla disciplina del Codice Rosso consiste nella gestione delle innumerevoli denunce e segnalazioni che le Procure ricevono ogni giorno. A detta del Procuratore, “nessuno vuole contestare il codice rosso”, tuttavia “sta diventando un problema a livello pratico. Non sappiamo come gestirlo e questo ci impedisce di concentrarci sui casi più gravi, anche perché tutti i casi – per legge – devono essere trattati come urgenti”.

 

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