Violenza di genere: come tutelarsi

Con ‘violenza di genere’ si intende ogni forma di violenza riguardante un grande numero di persone che vengono discriminate in base al loro sesso. Solitamente questa espressione viene immediatamente associata al femminicidio, ma si riferisce anche ad altri tipi di violenza contro donne, bambine e adolescenti, quali:

– violenza fisica;

– violenza sessuale;

– stupro;

– violenza assistita;

– violenza psicologica;

– minacce;

– stalking.

Conseguenze sulle donne

Le conseguenze di questo tipo di violenza possono essere sia fisiche (lesioni permanenti) sia psicologiche, come:

– perdita di fiducia e autostima;

– sensazione di impotenza;

– difficoltà a concentrarsi;

– ansia, fobia e attacchi di panico;

– dolori ricorrenti nel corpo;

– difficoltà nel gestire i figli;

– disturbi del sonno e dell’alimentazione;

– depressione;

– autolesionismo;

– disturbo da stress post-traumatico;

– idee di suicidio.

Violenza di genere e tutela legale

La Convenzione di Istanbul è il primo documento internazionale sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica e prevede la protezione dei bambini testimoni di violenza domestica. Tale documento riconosce la violenza come una forma di discriminazione e di violazione dei diritti umani. In seguito alla sottoscrizione di questa Convenzione nel 2012, in Italia sono state implementate le pene e le misure cautelari con l’obiettivo di:

– prevenire i reati;

– proteggere le vittime;

– punire i colpevoli.

A partire dal 2013 sono considerate delle aggravanti della violenza di genere:

– l’avere o l’aver avuto una relazione sentimentale con la donna;

– maltrattamento e/o violenza fisica commessi nei confronti di donne incinte;

– maltrattamento e/o violenza fisica commessi in presenza di minori.

Altre novità introdotte in Italia a seguito della Convenzione di Istanbul sono:

arresto obbligatorio in caso di flagranza di reato per maltrattamenti in famiglia e stalking;

– in caso di flagranza di reati gravi (es. lesioni gravi, minaccia aggravata e violenze) è possibile, con l’autorizzazione del Pubblico Ministero, applicare l’allontanamento di urgenza dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima;

– impossibilità di revocare la querela se relativa a minacce gravi ricevute in caso di stalking;

– possibilità di permessi di soggiorno per motivi umanitari per le vittime straniere di violenza.

Interventi per contrastare la violenza contro le donne

Per le vittime di violenza sono disponibili i centri antiviolenza che forniscono sostegno e aiuto mediante consulenza psicologica, legale e, nelle situazioni più gravi, permettono alle vittime di alloggiare in case sicure. Inoltre, le Prefetture svolgono attività di informazione e sensibilizzazione per prevenire la violenza di genere, come:

– formazione nelle scuole;

– corsi di formazione sulle tecniche di ascolto, approccio alle vittime e di valutazione del rischio rivolti agli operatori delle strutture socio-sanitarie;

– collaborazione con enti e associazioni locali per potenziare l’accoglienza e il sostegno alle vittime.

    Il Protocollo EVA

     

    Il Protocollo Eva è una modalità operativa adottata dalla Polizia di Stato che ha l’obiettivo di contrastare la violenza di genere. E’ stato ideato nel 2014 da Maria Josè Falcicchia, dirigente dell’Ufficio prevenzione generale della Questura di Milano, e successivamente applicato a tutte le questure italiane nel Gennaio 2017.

    Si tratta di una strategia di contrasto per la quale viene creata una banca dati, a disposizione degli agenti, che riporta ogni singolo dettaglio delle aggressioni avvenute, anche nei casi in cui non sono state denunciate dalle vittime ma segnalate da terze persone. Ciò permette agli agenti della Polizia di Stato di sapere, ad esempio, se in passato sono stati perpetrati altri episodi di violenza in un determinato luogo o contesto familiare.

    Questo passaggio diviene importante anche nelle fasi successive alla richiesta di aiuto da parte della vittima alle Forze dell’Ordine, in quanto consente di conoscere i precedenti del caso e procedere quindi con arresto o allontanamento d’urgenza dell’aggressore.

    Il Protocollo Eva rappresenta quindi un importante intervento dello Stato per la tutela delle donne e per il contrasto alla violenza.  

      Il Numero Rosa

      Il 1522 è il Numero di Pubblica Utilità della Rete Nazionale Antiviolenza. È un numero gratuito attivo tutto l’anno per 24 ore su 24 ed è accessibile da tutta Italia sia da rete fissa che da rete mobile. Esso accoglie le richieste di aiuto delle vittime di violenza e di stalking garantendo il loro anonimato. L’accoglienza è disponibile in italiano, inglese, francese, spagnolo e arabo. Le operatrici con cui entrano in contatto le vittime sono specializzate nell’offrire un primo aiuto fornendo informazioni riguardo i servizi socio-sanitari pubblici e privati presenti nella zona di interesse e hanno il compito di segnalare i casi più urgenti alle Forze dell’Ordine. I centri a cui si fa riferimento sono riconosciuti dal Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio.

         

        Se pensi di essere vittima di un reato, raccogli le prove e tutelati!

        Non aspettare che sia troppo tardi.

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