Violenza psicologica nella coppia

come riconoscerla e affrontarla

Al giorno d’oggi la “violenza psicologica” non fa clamore tanto quando la “violenza fisica”. Probabilmente perchè la violenza psicologica non è associata a nessun danno visibile e quantificabile nella vittima. Ciò che però molti non sanno è che può causare gli stessi danni, se non più gravi, di una violenza diretta a nuocere fisicamente una persona.

In questo tipo di violenza, come in tutte le altre, esiste una vittima, che viene abusata, umiliata e maltrattata a livello psicologico e un aggressore, o carnefice, che è colui che compie gli atti volti a danneggiare la vittima fino a renderla totalmente inabile a reagire.

Segnali e sintomi

Si può parlare di violenza psicologica ogni qualvolta vengano messi in atto dei comportamenti da parte dell’aggressore, volti a danneggiare la vittima quali:

  • gelosia immotivata
  • rabbia incontrollata
  • svalutazione e disprezzo
  • disprezzo e scredito verso le persone care alla vittima
  • minacce
  • gaslighting: un atteggiamento messo in atto dall’aggressore, caratterizzato dal dare false informazioni alla vittime, in modo da farle dubitare della sua memoria e della sua capacità di rievocazione.

Di conseguenza a questi comportamenti nocivi, la vittima, inevitabilmente, inizierà a manifestare una sintomatologia caratterizzata da:

  • ansia generalizzata
  • distacco da tutte le figure di riferimento
  • negazione della violenza subita
  • depressione
  • insonnia
  • suicidio (nei casi più gravi).

    I protagonisti in gioco  

    La vittima:

    E’ solitamente colei che all’interno di una coppia viene considerata più debole, per incapacità di reagire o per clemenza di carattere.

    Spesso la persona che viene tormentata non si rende conto di essere vittima di una forma di violenza, oppure non vuole accettarlo e lo nega completamente.

    L’aggressore:

    E’ colui che in maniera subdola si insinua nella mente della vittima, ne conosce tutti i punti deboli e li usa a suo favore. Spesso il carattere di questo aggressore è associato a personalità patologiche affette da narcisismo, ossessione o paranoia.

    Il Testimone:

    Una terza figura molto importante, se non vitale per la vittima, è rappresentata da chi è a conoscenza degli abusi subiti perpetrati contro la vittima. Anche per amici e parenti della coppia non è facile capire se una persona è veramente vittima di violenza psicologica. Questa forma di violenza subdola è quasi invisibile e molto spesso efficacemente nascosta da parte della vittima che prova un forte senso di vergogna.

    Violenza psicologica: come affrontarla

    Ciò che porta la vittima a reagire ed uscire da una relazione pericolosa è innanzitutto dettato dalla volontà di compiere un atto di amore e di rispetto verso se stessa.

    Spesso il senso di affetto che si prova verso se stessi porta le persone ad agire  contro ciò che nuoce alla loro salute.

    Parlare con qualcuno

    E’ fondamentale rompere il silenzio e parlare con qualcuno, che sia un amico, un parente o uno specialista, qualcuno che possa prima di tutto ascoltare la vittima e incoraggiarla a risolvere la situazione problematica in cui si trova per poi e supportarla nel ritrovare se stessa e ricominciare da capo.

    Lasciare il Partner

    E’ di vitale importanza al fine di evitare che la violenza da psicologica si trasformi in violenza fisica che la vittima si allontani dal persecutore.

    Lasciare il proprio partner e allontanarsi, possibilmente senza informarlo della decisione presa è uno dei passi necessari da compiere se si vuole porre fine alla relazione patologica.

    Denunciare

    Il passo che comporta grande coraggio da parte della vittima è senz’altro quello della  denuncia.

    Nel momento in cui si denunciano le vessazioni subite alle Forze dell’Ordine (https://www.1522.eu/) è importante raccogliere qualsiasi testimonianza, registrazione, video, certificato medico che attesti i danni psichici, e talvolta fisici, subiti a causa del molestatore.