Violenza: quando le vittime sono uomini

Siamo quotidianamente costretti a sentir parlare di casi di violenza contro le donne, eppure esiste anche un altro orrendo fenomeno che è la violenza sugli uomini.

Secondo dati ISTAT, infatti, sono circa 5 milioni gli uomini che ogni anno sono vittime degli stessi tipi di molestie o violenza che subiscono le donne.

Per quanto riguarda le molestie, da alcune ricerche è emerso che sono circa 3 milioni 574 mila gli uomini che hanno subito abusi almeno una volta nella vita e, nel 14,6% di questi casi, gli autori erano donne.

Le molestie di cui sono maggiormente vittime gli uomini e le donne sono le stesse:

– molestia verbale (anche tramite social);

– pedinamento;

– molestia fisica.

A proposito dei casi di violenza, invece, i casi di uomini vittime di omicidio compiuto da una persona che non conoscevano sono il 32,1%, mentre il 24,8% sono stati uccisi da conoscenti. Di questi, solo il 3,38% degli omicidi sono stati compiuti dal/dalla partner. Per il restante 43,2% non si conosce l’autore del reato.

In generale, la violenza può essere fisica e/o psicologica, ma in entrambi i casi essa viene sottovalutata quando le vittime sono uomini. 

Violenza fisica

È un tipo di violenza volta a procurare danni fisici ad una persona. Quella rivolta contro gli uomini solitamente consiste in:

– capelli strappati;

– lancio di oggetti;

– graffi e morsi (in caso di litigi);

– mani schiacciate nelle porte;

– percosse con calci e pugni;

– tentativi di folgorazione con corrente elettrica e di investimenti con l’auto;

– spinte dalle scale;

– omicidio.

Violenza psicologica

La violenza psicologica è un’espressione manipolatoria di esercizio del potere e del controllo che non ha effetti immediatamente evidenti, ma che può avere delle conseguenze gravi su chi la subisce. Essa viene messa in atto mediante la comunicazione e ha come scopo quello di sottomettere psicologicamente la vittima che rischia di non riconoscere l’aggressione subita e di giustificare il proprio partner. La violenza psicologica sugli uomini può comprendere:

– critiche a causa di un lavoro poco retribuito;

– denigrazioni a causa della vita modesta condotta dalla partner;

– privazione della privacy;

– ricatto;

– minaccia di esercitare violenza;

– negazione, da parte della donna, dei maltrattamenti messi in atto nei confronti dell’uomo;

– false accuse di stalking e/o di violenza sessuale;

– minaccia di ridurre in rovina;

– minaccia di portare via i figli;

– pressione esercitata dalle madri sui figli per allontanarli dal padre;

– richiesta di mantenimento eccessiva rispetto allo stipendio percepito dall’uomo.

Gli ultimi due casi sono quelli che possono portare l’uomo a ritrovarsi in una situazione di “alienazione parentale” che consiste nel rifiuto del figlio di vedere un genitore, in questo caso il padre, solitamente sulla base di una denigrazione continua di quest’ultimo da parte della madre. Quando questo tipo di situazione diventa insostenibile per l’uomo, può capitare che egli decida di togliersi la vita. Ogni anno sono circa 200 i padri che si suicidano perché le ex mogli gli impediscono di vedere i figli.

Stalking

Lo stalking messo in atto dalle donne, a differenza di quello degli uomini, difficilmente arriva a un escalation che porta ad atti di violenza fisica. La stalker donna si contraddistingue per un alto livello di insistenza e spesso non si limita a pedinare l’uomo, ma arriva a scrivere lettere, telefonare diverse volte al giorno, fare delle visite sul posto di lavoro, organizzare incursioni domestiche o ordinare merci a nome della vittima.

La conseguenza principale di questo fenomeno è, anche per gli uomini, l’isolamento sociale.

Perché non se ne parla

Uno dei motivi principali per cui si tende a parlare poco di uomini come vittime di violenza è che, a livello sociale, si tende sempre a considerare l’uomo come carnefice e la donna come vittima. Per questo, anche nel caso in cui un uomo sia consapevole di subire violenza e decida di chiedere aiuto, egli rischia di dover affrontare una serie di ostacoli, come la possibilità di non essere creduto o di non essere ascoltato e/o protetto dai centri antiviolenza. Questi ultimi, infatti, sempre più spesso si trovano a dover fronteggiare le richieste di aiuto provenienti dagli uomini.

Come uscirne

Il modo migliore per uscire da una situazione di violenza è quello di acquisire consapevolezza di essere vittima di un reato, raccogliere le prove e sporgere quanto prima denuncia presso le Forze dell’Ordine.

 

Se pensi di essere vittima di un reato, raccogli le prove e tutelati!

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